Saturday, 26 January 2013

27 gennaio - Giornata della Memoria

ENG: this post won't be written in English, sorry, but... It's a very delicate matter and I wouldn't say something bad just because I can't explain myself properly or I don't know the right words to use. Despite this, I absolutely don't want to give up this thing, so I'll write it in my mother language, Italian. I hope you can understand my point of view, hope you can appreciate my effort, even made with a frivoulous thing like a manicure and recommending movies and books, but, most of the rest, I just hope you won't forget, never. 
Forgetting is never a good way to overcome. Rage neither. Remember, just this. 



 Loading InLinkz ...

Ci ho pensato a lungo se fare questo post, lo confesso. Temevo di cadere nel cattivo gusto, di mancare di rispetto nel proporre un tema così duro in un contesto, come questo blog, assolutamente frivolo e leggero... Poi mi sono detta: sticazzi. Sì, mi sono detta proprio questo. Ma non perché non mi interessa se ferisco qualcuno, ci mancherebbe. Il fatto è che... Quale sensibilità potrei ferire?
Io sono friulana. Nei libri di storia scolastici il Friuli compare una manciata di volte se è tanto, eppure la mia regione è intrisa di storia fino al midollo: è una terra di confine, anzi, di molteplici confini; in pochi chilometri si passa dal mare alla montagna, ed è un territorio perfetto per giocare ai soldatini, un territorio ideale per giocare con le vite di tanti popoli mescolati insieme nel corso dei secoli. L'Olocausto non è qualcosa che mi è stato semplicemente raccontato a scuola. Mio nonno era un partigiano che si era nascosto sul Carso sloveno per scampare alla deportazione; una mia insegnante di educazione fisica è stata in un campo di sterminio da ragazzina, e il suo corpo, mai più rifiorito, era insensibile al dolore; Trieste ha sempre avuto una comunità ebraica molto numerosa, e non è un caso se proprio a San Sabba è stato costruito uno dei pochi campi di concentramento italiano, come se non fosse bastato l'esilio e poi il massacro delle foibe degli italiani dalmati. Quasi ogni friulano ha storie come queste in famiglia o dietro casa... Non potevo crescerne estranea, neanche volendolo.
Fin da piccolissima mi imponevo di leggere testimonianze e guardare film di guerra... Perché? Perché sì. Ma fa male? Certo che fa male. E fa doppiamente male perchè in guerra, in qualsiasi guerra, le storie delle persone vere superano sempre la fantasia degli sceneggiatori e dei romanzieri, sempre. E allora? E allora sticazzi. Il dolore fa paura, e molti cercano di dimenticare, ma dimenticare non è mai, mai, MAI, un modo efficace per superare qualcosa; e non lo è neanche la rabbia e l'odio. Ricordare. Bisogna ricordare. Perlomeno ricordare. E' già più di qualcosa. Per questo è nata la Giornata della Memoria. Ma perché limitarsi a ricordare? Perchè chiudere qualcosa di fastidioso in un meandro dell'armadio rischia solo di ricreare l'effetto "Vaso di Pandora", qualora una pulizia di primavera dovesse riportare tra le nostre mani quella scomoda scatola. E perché i sopravvissuti, più di tutti gli altri, hanno compreso come ogni singola goccia di odio non fa che rendere questo mondo ancora peggiore.
Ma cosa rende la Shoah uno sterminio di massa "peggiore" di altri? Dal mio punto di vista, niente. Ci sono stati innumerevoli eccidi da quando l'uomo ha fatto la sua comparsa in questo mondo, e non tutti sono stati perpetrati da popolazioni incivili e remote, nel tempo e nello spazio: ce ne sono un numero imprecisato anche nella nostra "civilissima" età odierna, e perfino dietro l'angolo.  Non è una cosa che succede solo "agli altri". Però, indubbiamente, in un momento storico di estremo sviluppo per una civiltà colta e di profonde radici, è  inconcepibile come sia stato programmato a tavolino ed eseguito, con  una disciplina inflessibile, un modo quasi scientifico per togliere ad un intero popolo la sua identità di essere umano, il suo desiderio di vivere, e perfino di sopravvivere. La Shoah, ricordiamoci anche questo, è solo una delle innumerevoli carneficine che l'uomo è stato in grado di fare. Possiamo usare questo giorno anche per loro.
Ricordiamoci di ricordare. Almeno ogni tanto... Io adesso lo faccio con una manicure, perché è di questo.che tratta il mio blog, ma ci aggiungo anche una mia personale selezione di 12 titoli, tra libri e film, che vi consiglio, titoli che ho amato e odiato, perché mi fanno ricordare. Anche se io non c'ero fisicamente, voglio ricordarlo come se ci fossi stata, perché fa male, ma sticazzi.



Non mi è venuto in mente nessun "colore" da usare diverso dal grigio, semplicemente perchè, se cerco di immaginarmelo, non posso concepire ci possa mai essere stato un solo giorno di sole sopra quei luoghi di morte. Doveva per forza essere grigio anche il cielo, l'erba, la terra, l'acqua... Tanto grigio, ovunque.
KIKO - 328 GRIGIO+ CHINA GLAZE - STONE COLD
La crema grigia della kiko è un po' acquosa, ma comunque coprentissima anche alla prima passata. Una seconda mano di colore omogeneizza la superficie. Lo smalto usato per lo stamping, invece, asciuga opaco, e, visto che contiene dei microglitter antracite, l'effetto finale è decisamente suede (scamosciato).



12 FILM E LIBRI CHE VI CONSIGLIO, A PRESCINDERE.

Tre storie di tre coppie di ragazzini che, semplicemente, fanno amicizia, come tanti ragazzini ogni giorno, ovunque, da sempre. Eppure ci sono stati tempi e luoghi, nel corso della storia, in cui non era concesso. E' strano che uno dei filoni più prolifici sull'Olocausto sia caratterizzato da storie di bambini? Io credo di no, perchè la Shoah è un episodio così surreale nella sua realtà, che permettere a noi grandi di oggi di rivivere le storie dei piccoli di ieri, ci fa insegnare da loro, dai bambini, e dal loro punto di vista candido, come certe cose non fossero neanche concepibili, neanche quando erano lì davanti, evidenti, lampanti. Neanche l'immaginazione di un bambino può arrivare a tanto, del resto, perché mai dovrebbe? E quindi che siano storie vere, inventate, sperate o temute, non ha importanza. Purtroppo. 
ARRIVEDERCI RAGAZZI
film di Louis Malle
E' un film delicato, lento, molto poco didascalico, non si sforza neanche di aiutarci a leggere tra quegli infiniti silenzi, eppure parla di una cosa così semplice che si fa capire perfettamente: l'amicizia tra due ragazzini. Uno è francese, di buona famiglia, colto, snob e molto curioso. Anche l'altro è francese, almeno a detta del direttore del collegio, è un tipo solitario ed introverso, e ha ottimi motivi per tenere un basso profilo.
IL BAMBINO CON IL
PIGIAMA A RIGHE

libro di John Boyne
Due amici divisi fisicamente da una rete spinata. Da una parte un bimbo sfuggente ed eccentrico che gira impunemente in pigiama; dall'altro il figlio di un alto ufficiale tedesco che, pur con la sua fervida immaginazione, non può immaginare. Ne esiste anche una versione cinematografica, ma assente di quel candido punto di vista infantile che spiazza e spezza senza alcuna pietà.
L'AMICO RITROVATO
libro di Fred Uhlman
Le affinità intellettuali uniscono due ragazzini tedeschi, di cui uno di origini semite, ma, quando in Germania le leggi razziali si faranno invasive, la loro stima reciproca inizierà ad incrinarsi. Alla fine si dovranno separare: il ragazzo ebreo va in America, e si ritrova tra le mani, anni dopo, una lista di nazisti defunti in guerra. Il suo amico c'è. Ma in una lista a parte, quella dei cospiratori per l'attentato alla vita di Hitler. 
_____________________

I prossimi titoli sono tre testimonianze vere di esperienze vissute in prima persona nei campi di concentramento e sterminio. Vorrei poter dire che sono tra le parti più oscure vissute a quei tempi, ma la verità è che non lo sappiamo. La verità è che sono certa ci siano molte altre parti e molto più oscure, e sono quelle da cui nessuno è potuto tornare per raccontarcele.
TU PASSERAI PER IL CAMINO
libro di Vincenzo Pappalettera
Questo romanzo, purtroppo non molto conosciuto, è una preziosa testimonianza in prima persona di un sopravvissuto a Mauthausen, in cui era detenuto come prigioniero politico, in quanto partigiano. Pur nell'orrore, straziante (e questo libro lo è molto), si avverte un sussurro di speranza, perfino di ribellione. Arricchito anche da moltissimi documenti e lettere dei sopravvissuti. 
SE QUESTO E' UN UOMO
libro di Primo Levi
Un libro iniziato per il dovere morale di testimoniare, ma proseguito come personale strumento di elaborazione di un lutto inaccettabile senza fine; come bisogno imprescindibile di aggrapparsi all'essere umano che c'era prima, e di riscoprirlo, senza però dimenticare, ma del resto non sarebbe possibile farlo... Un'esperienza intima, eppure così universale da spaventare.
MAUS
fumetto di Art Spiegelman
Tra i suoi disegni un po' goffi, l'autore racconta la vera storia del padre, un uomo pieno di fastidiose manie e irritanti riti quotidiani. Ma, ripercorrendo l'incredibile vita di questo esasperante ometto, il figlio comprende che è tutta una triste, patetica, ma necessaria, e, purtroppo, inevitabile, forma di difesa. E alla fine ci ritroviamo a chiederci: ma i fortunati sono i sopravvissuti? Un capolavoro.
_____________________

Altre tre storie vere, due diari ed un film, che hanno impresso, su cellulosa e celluloide, l'attesa della deportazione o la fuga da essa. C'è chi è riuscito a risparmiarselo il campo di sterminio, ma non ne è potuto essere certo fino alla fine del conflitto; e ci sono altri che, non riuscendoci, ci hanno lasciato le loro memorie finchè erano in tempo. Queste tre storie sono storie di quell'attimo, che può essere durato un minuto o anni, di quell'attesa inizialmente colma di ansia, poi seguita da una rassegnazione ad un finale che sembrava inevitabile in quel mondo impazzito.
ANNA FRANK - DIARIO
libro di Annelies Marie Frank
Nata in Germania, fuggita in Olanda durante l'ascesa di Hitler, nascosta in una soffitta per 2 interminabili anni, e poi deportata... Di lei e della sua famiglia è rimasto solo questo diario, reso speciale dalla vivace e acuta mente di Anne. Ho molto apprezzato anche la miniserie BBC del 2009 con una giovane ma portentosa Ellie Kendrick.
IL PIANISTA
film di Roman Polanski
Il regista non rinuncia alla sua solita cinica amarezza, ma lascia parlare per lui la gente del Ghetto di Varsavia, buoni e cattivi, da qualsiasi parte stiano. Il protagonista (realmente esistito e interpretato da Adrien Brody), scampa alla deportazione, ma ne segue un'odissea senza soste e senza senso, fino a quando, incredulo, la sua arte lo salva.
DIARIO 1941-1943
libro di Etty Hillesum
Le sue memorie non sono famose quanto quelle di Anne, ed è un peccato. Etty è una giovane donna ebrea "anomala": vive la spiritualità a modo suo, scava a fondo nelle cose e ne attinge quanto può. Litiga con le parole, ma le ama. E ama il mondo, la vita, ne ha una fame insaziabile, e si sente doppiamente tradita da tutto l'odio che scoppia intorno a lei. 
_____________________

E, per finire, tre film, diversissimi tra loro, che raccontano tre storie tutte assurde, tutte così "sconclusionate" che non si capisce più quale sia, tra le tre, la storia vera, e quali quelle inventate. E qui si spiega perché credo che, in guerra, la realtà abbia sempre superato la fantasia, e perché continuo a leggerne e guardarne le testimonianze: anche quando sono durissime ed estremamente crude, cercando di ricordarmi che, quello che sto vedendo e leggendo, è acqua di rose in confronto a ciò che hanno davvero vissuto le persone che c'erano. E non esiste una guerra meno dolorosa o meno traumatica delle altre, e non ne esiste una neanche lontanamente simile all'altra, e, anche all'interno della stessa guerra, non esistono due storie neanche vagamente analoghe. Una guerra non è mai "UNA" guerra, sono sempre tante guerre quante il numero delle persone che ha anche solo sfiorato.
SCHINDLER'S LIST
libro di Thomas Keneally
film di Steven Spielberg
Romanzo e film si basano entrambi sulla vera storia di Oskar Schindler, imprenditore tedesco che supportava, di facciata, il partito nazista. In realtà ha salvato centinaia di ebrei dalla deportazione, assumendoli nella sua fabbrica. A volte il modo migliore per combattere il nemico, è giocare al suo gioco. 
STALAG 17
film di Billy Wilder
Wilder aveva la capacità di pucciare il sarcasmo nel dramma e la denuncia nella commedia, come fosse la cosa più naturale del mondo. Qui fa di più, ci dà perfino una lezione di vita sull' intolleranza, quella fastidiosa intolleranza verso chi è più in gamba di noi, e lo sviliamo per sentirci migliori, ma è solo una patetica illusione, e dura poco...
LA VITA E' BELLA
film di Roberto Benigni
Un film controverso, perché ride di qualcosa su cui non si dovrebbe ridere, ma Benigni è consapevole che ciò che è successo durante la Shoah è talmente surreale che, forse, proprio un film surreale è quello che ci vuole. Il negazionismo viene sfottuto costruendo un'enorme bugia che si veste di gioco, ma che è invece intrisa di un tenero terrore.



E questo post che sembrava infinito è invece finito! Non so se siete arrivati fino a qua, ma, nel caso, spero abbiate apprezzato i miei consigli, e, se ne coglierete alcuni o già li conoscevate, tornate pure qui a farmelo sapere, perché mi farebbe piacere. A parte questo, non ho altro da dire. Un abbraccio e tante belle cose, e non lo sto dicendo con ironia (stavolta). :)

ENG: see you soon with extremely lighter and extremely shorter posts. ^__^
ITA: a presto con post enormemente più leggeri ed enormemente più brevi. ^__^

5 comments:

  1. Grande post, lo hai scritto benissimo. Felice di aver collaborato con te :)

    ReplyDelete
  2. I absolutely understand you! I could't even write about such a topic on my mother tongue. I'm simply too emotional...

    ReplyDelete
  3. Ho apprezzato molto questo post e la tua (vostra) volontà di ricordare, che secondo me è fondamentale.
    Penso sia un dovere di ciascuno di noi informarsi e ricordarsi quello che è successo. Spesso il ricordo fa male, ma proprio per questo bisogna obbligarsi a non sfuggirne. Sono stata a Dachau ed è stata un'esperienza pesantissima. Il campo originario è stato ridimensionato, e una parte ora ospita graziose villette con prati verdi: il desiderio di "nascondere tutto" e andare avanti come se niente fosse è umano, ma intollerabile in casi come questo.
    Grazie dei consigli di lettura e visione. Sul tema ho letto L'amico ritrovato, Se questo è un uomo, La tregua, Diario, e visto La vita è bella. Userò i tuoi spunti per qualche altra lettura.

    ReplyDelete
  4. @baby e @ere: grassie <3

    @maki: thank you for your comprehension, and thank you for your emotions <3

    @nailpolisharmy: fammi sapere se letture e visioni ti piaceranno! <3

    ReplyDelete

Scrivi un commento / Write your comment: